
Bologna, 04/09/2026 Comunicato stampa
Legambiente presenta “Mare Monstrum 2026”: il report con i numeri sull’assalto criminale alle coste italiane.
Nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 gli illeciti amministrativi (-10,3%): una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste: un calo imputabile alla contrazione dei controlli e all’effetto deterrente dell’inasprimento delle pene per i reati ambientali
Le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati lungo le coste: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si concentrano il 53,6% del totale nazionale dell’illegalità accertata.
Se però si considerano i reati per Km si costa l’Emilia Romagna risulta seconda in classifica, preceduta solo dalla Basilicata.
L’inquinamento torna ad essere il nemico numero uno del mare: 7.317 reati (il 35,7% del totale).
Segue il ciclo illegale del cemento (6.189 reati, 30,2%), la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%)
e le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto (2.646 reati, 12,9%), che crescono del 17,4% rispetto al 2024
“Le operazioni delle forze dell’ordine in questi anni sono state fondamentali per scoprire un numero di reati e illeciti molto elevato anche nella nostra regione. Occorre che i controlli siano intensificati e soprattutto sia fatto una grande lavoro di prevenzione a tutti i livelli”
L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. Nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi, la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia: nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste del nostro Paese. Un calo, solo apparente, imputabile ad una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) e all’effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali. A guidare la classifica dell’illegalità, affermandosi come pericolo numero uno per l’ecosistema marino, quest’anno è l’inquinamento – legato alla gestione illegale di rifiuti e alla mala depurazione – con 7.317 reati (pari al 35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati (30,2%); seguono la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%), con un aumento del 52,7% rispetto al 2024 degli attrezzi e reti per la pesca sequestrati (11.243). E le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, anche in aree protette, (2.646 reati, 12,9%) che registrano un aumento di reati del 17,4% rispetto al 2024.
È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente, elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica (SA), Angelo Vassallo.
Tornando alle evidenze del report, le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si concentrano il 53,6% del totale nazionale, ma se si considerano reati e illeciti rapportati ai Km di costa l’Emilia Romagna si piazza al secondo posto, preceduta solo dalla Basilicata, con 19,9 reati o illeciti ogni km di costa. Dei 2605 rati e illeciti complessivi, 484 riguardano l’inquinamento (mala gestione dei rifiuti e mala depurazione), 980 il ciclo del cemento e 739 la pesca illegale; in base ai dati forniti dalle Capitanerie di Porto, ben 33 tonnellate di prodotti ittici sono state sequestrare nel 2025 lungo le nostre coste, 254 kg per km; da ultimo sono 402 reati e illeciti che riguardo le violazioni del codice della navigazione e della nautica da diporto.
“Nella nostra regione si contano ancora troppi illeciti nel ciclo del cemento, e soprattutto ancora troppi reati e illeciti nell’ambito della pesca e della mitilicoltura, con quasi 28 tonnellate di prodotti ittici, 2 tonnellate di molluschi e mitili e più di 3 di novellame sequestrati nel 2025. Queste azioni non solo danneggiano gli ecosistemi marini, ma falsano il mercato a danno degli operatori onesti che in questi anni anche a causa dei cambiamenti climatici, sono sempre più in difficoltà. Se possiamo dirci soddisfatti del lavoro fatto dalle amministrazioni per quanto riguarda gli scarichi fognari – Goletta Verde e le analisi ARPAE ci restituiscono la fotografia di un mare sempre più pulito da 10 anni a questa parte – molto ancora resta da fare sugli altri fronti e dobbiamo intensificare controlli e prevenzione a tutti i livelli” dichiara Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia Romagna
Di fronte a questo quadro Legambiente torna a chiedere un impegno corale che veda in prima linea Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, rafforzando il proprio ruolo nella lotta all’aggressione criminale, mettendo al centro una serie di priorità. Queste le nostre proposte.
1) Ripristinare l’efficacia dell’art.10-bis della legge 120/2020, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni.
2) Prevedere il finanziamento con 100 milioni di euro l’anno del Fondo di rotazione istituito presso la Cassa depositi e prestiti a favore dei Comuni che demoliscono abusi edilizi e destinare 50 milioni l’anno a procure Generali e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze di condanna.
3) Rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo per ripristinare la legalità, tutelare l’ambiente e garantirne la fruizione pubblica.
4) Prevedere sanzioni penali per dirigenti comunali che non applicano le norme contro l’abusivismo edilizio e per i funzionari delle aziende erogatrici che stipulano contratti illegittimi con proprietari di immobili abusivi.
5) Rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti.
6) Aumentare la circolarità delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, puntando su riuso (non è stato ancora emanato il DPR su questo tema), recupero di materia ed energia, e aggiornando la normativa con regole chiare “end of waste”.
7) La piena attuazione alla Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi e introdurre divieti stringenti per lo scarico in mare, come zone speciali di divieto anche oltre le 12 miglia dalla costa.
8) Promuovere politiche attive e misure per la prevenzione nella produzione e per la lotta all’abbandono e la dispersione dei rifiuti.
9) Potenziare i controlli delle Agenzie regionali e provinciali protezione ambientale attraverso il Sistema Nazionale SNPA, rendendo operativa la legge 132/2016 con l’approvazione dei decreti attuativi mancanti.
10) L’adozione, da parte del Governo e del Parlamento, di adeguati interventi normativi con sanzioni efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.
LEGAMBIENTE EMILIA-ROMAGNA APS
Via Massimo Gorki, 6 • 40128 BOLOGNA
TEL: 051241324 – FAX: 051 0390796
E MAIL: info@legambiente.emiliaromagna.it
PEC: info@pec.legambiente.emiliaromagna.it