
Faenza: ottant’anni di dati e cronache climatiche
Quando
Mercoledì 22 Aprile 2026 ore 20:30
Dove
Museo Civico di Scienze Naturali Malmerendi
Via Medaglie d’Oro, 51 – Faenza
Presentato da:
Enzo Bagnaresi, Museo Civico di Scienze Naturali Malmerendi
Roberto Gentilini, Osservatorio Meteorologico Torricelli
Giovanni Pezzi, Società Torricelliana di Scienze e Lettere
Giorgio Della Valle, Legambiente Lamone Faenza
Relatori:
Oscar Menni
Paolo Della Valle
Matteo Vignoli
L’Osservatorio Meteorologico Torricelli di Faenza dispone di dati meteorologici che risalgono ai primi anni del dopoguerra, ottant’anni di osservazioni accurate sul clima a Faenza.
Grazie alla collaborazione tra l’Associazione Meteorologica Torricelli e Legambiente Lamone Faenza, questa rilevante mole di dati è stata digitalizzata e resa disponibile per essere analizzata.
In particolare, il periodo compreso tra il 1995 ed il 2025 è descritto da una serie accurata, dettagliata e omogenea di dati che permettono di eseguire un’analisi climatologica, essendo un trentennio il periodo di tempo minimo per una simile analisi. E scandagliare in termini climatici i dati permette di osservare e individuare eventuali cambiamenti nel succedersi delle condizioni meteorologiche quotidiane.
Ci capita spesso di incontrare pareri e persone che sostengono che niente di nuovo è avvenuto e che il clima che incontriamo oggi coincide con quello che ricordano di aver vissuto fin dalla più tenera giovinezza; dunque, perché non verificare l’esattezza di questa convinzione interpellando i dati oggettivi che l’Osservatorio ci mette a disposizione?
La nostra idea è stata condivisa dalla Società Torricelliana di Scienze e Lettere e ne è nata una proficua collaborazione.
In poco tempo, abbastanza incredibilmente, siamo riusciti a convincere tre giovani, che per percorsi di studi e impegni professionali si occupano di gestione dati e di ambiente, ad aiutarci in questo non facile percorso.
Il clima a Faenza è cambiato, sta cambiando e continuerà a cambiare, fatto che potrebbe non stupire qualcuno, ma è l’entità del cambiamento la vera e preoccupante sorpresa di questo lavoro.
Se c’è una cosa che potremmo augurarci è che i risultati forniti da questo lavoro possano diventare elementi per argomentare sulle problematiche ambientali, intese in senso lato, del nostro territorio.
